Come l’acqua che scava la roccia

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Sono solo attimi,

di quelli che sciacquano via un po’ di dolore, incastrato tra le scapole, al quale pensavi di non dover pensare più. Eppure ritorna, a spicchi, a gocce aspre che ti pizzicano la gola, sebbene tu sia più pronta a lasciar andare ciò che non dipende da te.

Attimi nei quali questa acqua soffice scivola tra i sassi, senza che essi possano fermarla in alcun modo: né con la loro possanza, né nella loro moltitudine. Un giorno, gli stessi, pur resistendo, torneranno sabbia e si mischieranno all’acqua, scivolando tra le rocce come se non fossero mai stati roccia.

Come avverrà anche a ogni dolore, dopo che l’acqua salata degli occhi l’abbia scavato a fondo fino a renderlo poltiglia, fino a renderlo acqua, fino a renderlo una di quelle importanti lezioni in grado di lasciarti fluire.

Aurora G.

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