Sogno la mia Casa Editrice: intervista a Barbara Cinelli, fondatrice della Triskell Edizioni

Sono felice di poter condivider all’interno della rubrica “I Sognatori” l’esperienza di Barbara Cinelli, fondatrice della Triskell Edizioni. L’esempio di questa coraggiosa e determinata Editrice mi ha conquistata per la sua grinta anche di fronte alle difficoltà.

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1) Qual era la tua principale attività lavorativa prima di fondare la Triskell Edizioni?

Io lavoravo, e lavoro ancora anche se solo la mattina, in un’azienda. Sono impiegata contabile. Diciamo che la contabilità mi ha accompagnato sin dai miei esordi nel mondo del lavoro, ma l’ho sempre affiancata ad attività completamente diverse.

2) C’è stato un momento particolare nel quale hai capito che saresti stata pronta a seguire il tuo sogno?

Ogni volta che ho intrapreso un’iniziativa. Di solito quando inizio qualcosa, che sia aprire un’associazione culturale, una casa editrice, lanciarmi nel mondo della traduzione, ecc. lo faccio perché ci credo profondamente, perché qualcosa dentro di me mi dice che è il momento giusto per farlo.

3) Le parole: cosa sono le parole per te?

Sono la forma concreta dei pensieri. E nel mio caso specifico, tutta la mia “seconda” vita si basa sulle parole, scritte, tradotte, stampate o digitali.

4) Quanto coraggio e quanta follia servono per cambiare vita?

La giusta dose di entrambi, ma non bisogna mai tralasciare un pizzico di razionalità e di calcolo, onde evitare – soprattutto nel caso in cui si dia il via a un’attività – di fare il passo più lungo della gamba.

5) Sei felice della scelta che hai fatto?

Quasi sempre, sì.


11073546_791148750954592_5912917877653451216_n (1).jpg6) L’esperienza più bella di questa avventura è stata…

Far nascere qualcosa e vederlo crescere a vista d’occhio.

7) Cosa cambieresti ora nella tua vita?

Se potessi, cosa che non posso fare, cercherei il modo per lavorare meno. E non perché non mi piaccia lavorare, ma perché sto facendo enormi sacrifici da più di tre anni e sarebbe bello poter sollevare il piede dall’acceleratore.

8) E tornando indietro, cambieresti qualcosa?

Forse non aprirei più una casa editrice, ma mi limiterei a prestare la mia opera solo da libera professionista.

9) La vita è un percorso di sogni da realizzare o è un sogno?

La prima, sicuramente.

10) Un consiglio prezioso per gli altri sognatori.

Non permettere a nessuno di dire che un sogno non vale la pena di essere inseguito, e lavorare costantemente, anche duramente, perché si realizzi. E se non sarà quel sogno, cercare dentro di sé un altro sogno. Mai restare a secco di desideri.

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