Sognando il mare: intervista al Capitano di Scugnizza, Gianni Cassella

Di cosa ti sei occupato nella tua vita?

Da buon geometra ho iniziato a lavorare nell’edilizia durante i fiorenti anni ‘80, seguendo le impronte familiari che già si occupavano di edilizia residenziale privata.

Un giorno, poi, cosa è accaduto?

Ho sempre avuto una grande passione per il mare. Da quando ho conosciuto la Sardegna, infatti, ogni anno era più difficile tornare a casa dalle vacanze. Ho iniziato, così, a navigare con piccole imbarcazioni carrellate proprio lungo le meraviglie dell’arcipelago de La Maddalena per poi fare il grande salto con la prima vera barca a vela di circa 10 metri. Ho iniziato a navigare con la mia famiglia, soprattutto durante i periodi estivi, in lungo e in largo per l’Italia: dalle vicine isole Flegree alle Pontine, per passare alle Eolie, alle Egadi, a tutta la Sicilia nord occidentale e, immancabilmente, alla Sardegna con la tanto amata Costa Smeralda.

Fino a quando ho deciso di comprarmi la barca a vela dei miei sogni e far diventare la mia passione un vero e proprio lavoro, ospitando giornalmente turisti di ogni nazione per escursioni ad alto contenuto naturalistico.

Il mare, cos’è per te il mare?

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Il nostro elemento naturale. Non a caso nasciamo e ci sviluppiamo proprio nel liquido amniotico, ricco di sali e sostante protettive che ci accompagnano nella nostra formazione fino al concepimento.

L’attrazione nei confronti dell’acqua, quindi, è una caratteristica naturale per ogni individuo malgrado alcuni vengano condizionati dalle paure di altri.

Resta il fatto che il mare rappresenta, per me, l’elemento più autentico della mia vita, malgrado abbia imparato che non va solo amato ma anche rispettato e difeso.

Ho affrontato il mare, infatti, in tutte le sue condizioni da quelle facili e piacevoli, come navigare senza la minima onda, quando l’acqua sembra olio, alle condizioni estreme di una burrasca di 50-60 nodi, dove la precauzione non può che esser massima.

Quanto coraggio e quanta follia servono per cambiare vita?

Nel mio caso non è stata una follia, è stato facile: avendo già la barca per uso personale, infatti, l’ho semplicemente trasformata in strumento di lavoro.

Ho deciso, tuttavia, che sarebbe stato più coerente spostare il centro della mia vita in una località di mare che mi permettesse di avere condizioni meteorologiche costanti di sole e calore quasi tutto l’anno.

Con la mia famiglia, quindi, abbiamo scelto l’arcipelago delle Canarie e confermo che da quasi un anno la vita è cambiata in meglio, non solo perché attraverso il mio lavoro posso navigare in libertà ogni giorno ma soprattutto perché ho capito che non si smette mai di imparare e crescere, attraverso la varietà di persone e culture che giornalmente conosco sulla mia barca.

Sei felice della scelta che hai fatto?

Felicissimo di aver fatto questa scelta e aver realizzato un sogno che avevo da sempre.

La vera follia è stata la decisione di intraprendere la traversata dell’oceano con la mia barca dall’Italia alle Canarie. Devo ammettere che, appena superate le Colonne d’Ercole, la forte emozione resta indimenticabile.

Il viaggio, tuttavia, si è svolto in massima sicurezza quindi, a prescindere dalle consuete precauzioni resta una delle esperienze più adrenaliniche della mia vita.

L’esperienza più bella di questa avventura è stata…

13245231_1543587652613076_7410356387844523318_nPer quanto mi riguarda non è stata una ma tante, una diversa dall’altra: la partenza dalle coste Nord della Sardegna in direzione delle famose bocche di Bonifacio, per fare rifornimento a prezzi più vantaggiosi e poi ripartire alla volta della prima delle isole Baleari, Minorca, con il suo magnifico porto canale di circa 10 mgl; la navigata di traverso durata più di 36 ore, con vento di maestrale di circa 25 nodi, onda di 3-4 metri di traverso, inclinazione della barca di circa 30 gradi con falchetta e draglie in alcuni momenti in acqua, (e chi capisce di vela sa che vuol dire non poter stare in piedi e dover indossare i giubbotti salvagente e le cinture di sicurezza elastiche per evitare di finire in mare), le continue pescate fino al punto di dover ritirare le canne per il troppo pesce in cambusa, gli avvistamenti dei cetacei a largo di Gran Canaria, capodogli di 10 metri a 25 metri dalla nostra barca e delfini in quantità esagerata come lo dimostrano i vari filmati e foto postate sulla pagina Facebook @Gran Canaria Excursion Boat.

Cosa cambieresti ora nella tua vita?

Non cambierei assolutamente nulla: le cose che ti capitano nella vita vanno affrontate e non dimenticate. Superare le difficoltà della vita è possibile solo quando si è pronti ad accettare i cambiamenti.

Malgrado molti lati positivi della scelta che ho fatto, restano alcuni dolori che riguardano soprattutto gli affetti, gli amici e tutte le persone che non si possono portare con sé in un nuovo paese. All’inizio la solitudine è un elemento sicuramente problematico ma, poco a poco, aprendosi alle novità si possono incontrare persone straordinarie anche dall’altra parte dell’oceano.

E tornando indietro, cambieresti qualcosa?

Anche a questa domanda rispondo assolutamente nulla. La mia esperienza rappresenta la riprova che ad alcune scelte si arriva solo dopo varie avversità.

Una serie di situazioni che sono capitate con cadenza ciclica quasi di circa un decennio, avendo in questi vari momenti avuto degli alti e bassi, come una onda sinusoidale che mi ha fatto toccare il cielo in alcuni momenti e il fondo in altri, mi hanno regalato la consapevolezza che la vita cambia sempre e va come deve andare.

Come si poteva prevedere una crisi mondiale del sistema occidentale, con crollo dell’edilizia e del sistema finanziario della portata che ci ha interessato in questi anni? Sono momenti storici che devono esser accettati e affrontati al meglio. Nel mio caso, quello che è successo mi ha dato il coraggio per cominciare a realizzare il mio sogno.

La vita è un percorso di sogni da realizzare o è un sogno?

La vita, per me, non è un sogno ma un dono, da vivere semplicemente così com’è.

Un consiglio prezioso per i tuoi figli

1391568_10201012000692095_98837808_nUn consiglio che ho sempre dato ai mie figli è quello di essere determinati e fiduciosi delle proprie capacità.

Sono convinto che attraverso il massimo impegno si possa ottenere qualsiasi risultato.

Inoltre, vivendo continuamente a contatto con le persone, ho scoperto che il rispetto degli altri, un gran sorriso e del sano ottimismo rendono la vita più allegra, felice e piena di amici.

Pagina Facebook di @Gran Canaria Excursion Boat

Pagina Facebook di @Gianni Cassella

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