Appesa

<<Guardai i panni stesi di Sonia, sulla terrazza di ruggine e sabbia. Saranno stati lì da settimane. Nelle pieghe del vestito blu con le perle bianche e un bottone nero, il vento aveva disegnato il suo passaggio e sulle coperte per l’inverno sembrava aver riposato per qualche giorno. Mi resi conto che la mia vita era come quei panni: appesa. Ma senza quello stesso vestito blu, quel piumone sporco e quella tovaglia umida, quella terrazza non mi avrebbe mai fatto pensare a Sonia, alle sue tele nascoste sotto le lenzuola bianche, al suo disordine disperato, alle formiche sulla tavola, ai suoi cd di fisarmoniche e flauti. Quella terrazza, senza quel tempo in attesa, avrebbe avuto solo quel sapore insipido di ruggine e sabbia.>>
Aurora G.

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