Marquez a Lorenzo: se famo na scampagnata domenicale?

Questa volta non si può tacere questa sensazione di incompiuto, di posticcio, come se il mondiale non fosse mai veramente finito.

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Anche perché a far le spese di tutta questo brutto teatrino non sono solo i piloti ma siamo anche noi, gli spettatori, quelli che stordirebbero di sonniferi nonni e bambini pur di stare piantati davanti alla tv la domenica all’ora di pranzo senza sentir volare una mosca.

Per non parlare di chi sfida la crisi economica, gli attentati e il ritorno del lunedì in ufficio pur di potersi godere lo spettacolo dal vivo. La passione, del resto, non conosce confini.


A prescindere dalle proprie preferenze sugli atleti (W ROSSI, W ROSSI, W ROSSI), a prescindere dal fatto che siano loro a rischiare più di tutti (ma chi non farebbe volentieri a cambio di vita?), tutta l’allegra combriccola viene mandata avanti proprio da noi che continuiamo a sostenere lo show. Perché, di solito, degli spettatori non si parla, di quelli che, a guardar bene, dovrebbero esser tutelati e rispettati, scopo ultimo di questo spettacolo che fino a ieri, malgrado altri scivoloni di dubbia correttezza, restava ancorato a una discreta dignità.


Ma io, da spettatrice e fan sfegatata di uno sport che seguo proprio per la sensazione adrenalinica che mi trasmette, cosa me ne faccio di due piloti in scampagnata domenicale a Valencia?

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E allora rinfreschiamo la memoria ai due grandi piloti dei quali uno ha vinto il mondiale in lacrime, come se avesse davvero sputato sangue per tagliare il traguardo mentre era portato in braccio da Marquez.

Se siete lì a farvi i vostri giretti non è solo grazie alla vostra bravura ma soprattutto al fatto che noi siamo interessati a guardarvi e a finanziare il vostro sport. Quello che avete messo in scena a Valencia, ieri, è la negazione di tutti i valori dello sport che conosciamo (lealtà, competitività, correttezza e impegno) e soprattutto della considerazione che avete per le persone che vi seguono.


Io mi sento offesa e non solo per Rossi, che è stato punito perché ha dovuto difendersi nuovamente, per l’ennesima volta, da un pilota che rischia la vita dei suoi avversari perché non sa sorpassare senza buttarli fuori di pista.

Ma mi sento offesa soprattutto per quella scena umiliante nella quale un Marquez addormentato, che quasi doveva legare al palo la moto per non tamponare Lorenzo, improvvisamente si desta perché un povero Pedrosa si permette di introdursi nella scena e bussare alla porta del banchetto conviviale chiedendo:

<<Scusate se disturbo, ma che cazzo state a fa?>> E lì, Marquez, tira fuori gli artigli e lo spettatore, da casa, comincia a sentirsi profondamente preso in giro: <<Ma allora non era morto!>>

No, Marquez era vivissimo solo che preferiva farsi il mondiale guardando il culetto a pizzo di Lorenzo che tagliava il traguardo piuttosto che restituire a Rossi almeno la possibilità di dimostrare come combatte un campione.


Mi chiedo, a questo punto, che cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo mondiale nel quale, oltre a scorrettezze pericolose che non dovrebbero far parte di uno sport tanto rischioso c’è il rischio di continuare a esser spettatori di complotti alla “Beautiful”.

Che la Moto Gp, quindi, diventi prodotto per nonnette e badanti?

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3 pensieri su “Marquez a Lorenzo: se famo na scampagnata domenicale?

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