Il tema del giorno: SCOPRIRE SE STESSI.

Vorrei partire dalla seguente riflessione di Goethe per aprire l’argomento di oggi: SCOPRIRE SE STESSI.

DSCF2844<<Così come, il giorno che ti ha dato al mondo, il sole si offriva al saluto dei pianeti, subito tu crescesti e continuasti a crescere secondo alla legge in base alla quale eri apparso. Così deve essere, non puoi sfuggire a te stesso, così dissero già le sibille e i profeti, e né tempo né potere alcuno possono frantumare una forma impressa, che, vivendo, si sviluppa.>>

Secondo lo scrittore, infatti, la scoperta di se stessi è solo accidentale, una condizione non necessaria. Non si può, infatti, sfuggire alla propria natura che comunque prevarrà, malgrado forze contrarie che tentino di disfarla, e si mostrerà nella sua forma. Concetto illuminante per chi ha creduto, per tutta la vita, che combattere contro la propria natura fosse necessario alla sopravvivenza. Quante volte avete sentito questa frase: “Tu pensa a diplomarti/laurearti/trovarti un posto come lavoratore/sposarti/fare figli… poi si vede.”

Ebbene: io ho visto. Ho visto che quel tunnel non finiva mai. Che ci sarebbe stato sempre qualcos’altro da fare prima di poter partire alla ricerca di me stessa. E l’unico modo di uscire da quel buco nero senz’aria era quello di trovare la forza per gettare via ciò che mi stava avvelenando il corpo e l’anima.

Ma come fare a scoprire se stessi?

Argomento piuttosto dimenticato in un periodo di pesanti problematiche economiche e sociali dove “ciò che uno rappresenta” per dirla alla Schopenhauer, è molto più importante di ciò che uno è; ciò che uno guadagna è molto importante di ciò che uno fa per guadagnare.

Ed è lo stesso filosofo che nel saggio “Aforismi per una vita saggia” ci viene in soccorso:

<< (…) Per una vita felice la prima cosa, la più importante, è, senza alcun dubbio, ciò che noi siamo: la nostra personalità; e ciò già per il fatto che essa resta sempre uguale a se stessa, ed è attiva in ogni circostanza. Inoltre essa non è soggetta al destino, come i beni delle altre due categorie; né può venirci sottratta. Il suo valore, quindi, può dirsi assoluto, a differenza di quello, relativo, di quegli altri beni.>>

La nostra personalità. Ciò che noi siamo. Sembra raro riuscire a erigere, quale scopo ultimo della propria esistenza, la ricerca di se stessi. Le nostre menti appaiono oramai piegate a divinità di basso rango, necessarie alla sopravvivenza basilare: il Dio Denaro, il Dio Successo, il Dio Prestigio. Mi chiedo, dunque, se valgano davvero la pena rispetto a conoscere la nostra vera natura.

WP_20150821_15_24_57_ProEd è sempre Schopenhauer che mostra i raccapriccianti risultati di un’esistenza votata alla superficialità:

<< Se la maggior parte di coloro che hanno superato la fase della lotta col bisogno si sentono, in fondo, altrettanto infelici che quelli che continuano a dibattervisi, è soltanto perché ciò che uno ha in se stesso è, di regola, assai poco. Il loro vuoto interiore, l’ottusità della loro coscienza, la loro povertà di spirito li spingono verso la società, che è composta di persone come loro: similis simili gaudet. >>


E così giungiamo al primo vero muro di gomma che ci si trova di fronte quando si desidererebbe finalmente conoscere la parte più autentica e vera di se stessi: gli insegnamenti degli altri. Perché se è vero che ognuno è già ciò che è, è anche vero che è difficile, se non impossibile, comprendere la diversità di altri esseri. Molte vite, molti amori, molte differenti chiavi di volta della vita, l’una valevole quanto l’altra. Ma gli unici compagni, in questo viaggio coraggioso, sui quali far affidamento sarete voi stessi. Sì, perché “gli altri” non vi accetteranno, non vi comprenderanno, non vi aiuteranno o, peggio, vi consiglieranno ciò che per loro stessi è reputato il miglior percorso da intraprendere, rallentando i vostri passi e guidandovi verso un rifugio che non vi appartiene.


LA FRASE DEL GIORNO è di uno dei miei idoli, il maestro Henry David Thoreau, che con il suo Walden ha ribaltato la concezione socialmente valida di “vita”. Per chi non avesse avuto la fortuna di leggere il suo romanzo consiglio vivamente di precipitarsi in libreria. Due anni di vita vera, di vita pura, senza alcun aiuto esterno se non le sue braccia, i suoi semi di fagioli e tante scorte di riso per l’inverno. Così Thoreau sopravvisse, anzi, visse armoniosamente nel fitto bosco a Concord, sulla riva del Lago di Walden. Lo nominerò ancora, nel mio blog, e sarà probabilmente il fulcro dei prossimi argomenti. E sarà un piacere citarne le frasi più toccanti, resoconti armoniosi della vita incantevole a contatto solamente con se stessi e con il volo degli uccelli. Ma per ora vorrei segnalare questo passaggio del romanzo che racchiude un pensiero eccentrico ma ricco e controtendenza. Se per tutta la vita avete pensato che i più anziani potessero darvi una mano per conoscere l’esistenza, secondo Thoreau siete lontani dalla verità:

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<< La massa degli uomini conduce una vita di silenziosa disperazione. (…) Quando consideriamo quale sia, per usare le parole del catechismo, lo scopo principale dell’uomo, e quali siano le vere necessità e i veri mezzi della vita, sembra che gli uomini abbiano deliberatamente scelto il modo di vita comune, avendolo preferito a ogni altro. Eppure essi ritengono onestamente di non avere alcuna scelta. Ma le nature attente e sane ricordano che il sole si è alzato luminoso. Non è mai troppo tardi per rinunciare ai nostri pregiudizi. Non ci si può fidare, senza prove, di alcun modo di pensare o di fare, per quanto antico. Ciò che oggi tutti riecheggiano, o silenziosamente ignorano in quanto quotidiano, domani può rivelarsi una falsità, un mero fumo dell’opinione, che qualcuno aveva preso per una nuvola capace di spruzzare pioggia portatrice di fertilità sui campi. Ciò che i vecchi dicono che non potete fare, provatelo – e scoprirete di poterlo fare. Vecchie azioni per i vecchi, e nuove azioni per gente nuova. >>

Liberatevi, dunque, dagli insegnamenti dei vecchi, dai consigli degli amici, dagli scritti di quella pseudo scrittrice sul suo blog. Liberatevi e affrontatevi in quello specchio che vi riflette non solo il volto.


LA CANZONE DEL GIORNO è di Bob Marley, Redemption song.

bobAscoltate le sue parole, ascoltate il canto di liberazione di un popolo schiavizzato e umiliato fino ai propri geni. E unitevi a quel canto pensando alla vostra vita, ai vostri padroni, alla vostra schiavitù nei confronti di una mentalità malata e aggressiva. Sono cicli e ricicli storici. Siamo tutte vittime di un sistema malato e aggressivo, egoista e ingiustificabile, che non lascia scampo alla diversità, feroce nel volerla piegare a proprio vantaggio.

Ma voi provateci, impegnatevi, ad “emanciparvi dalla schiavitù mentale“, perché “nessuno, tranne noi stessi, è in grado di liberare la nostra mente“. Solo così sarete liberi di iniziare un nuovo percorso.

Cliccate sull’immagine di Bob Marley e godetevi il suo canto di liberazione.


Sono passate una manciata di settimane dalla scomparsa di uno dei miei attori preferiti: Robin Williams.

attimo fuggenteIL FILM DEL GIORNO non poteva che essere, anche in omaggio alla sua strabiliante capacità di rendere ossa i personaggi nati dalla cellulosa e l’inchiostro, L’attimo fuggente e il rivoluzionario discorso di un giovane Professore che non si lascia inquinare dalla consuetudine, dalle regole, dal conformismo e insegna che la vita è un soffio che non si può sprecare dietro a false illusioni. Interpretazione magistrale di un giovane Robin che confonde i suoi lineamenti a quelli degli studenti. Cogli l’attimo, dunque, segui l’istinto e assapora il gusto della spontaneità, della verità dei tuoi intenti. Il miglior modo di conoscere stessi è, una volta liberati dalle proprie catene, una volta superati i pregiudizi degli altri, seguire la propria anima, quando la vita ci lascia in dono anche una sola occasione per farlo.

Cliccate sulla foto e godetevi una delle scene più significative dell’Attimo Fuggente.


UN PEZZETTO DI ME.

DSCF2734Sull’argomento sto già scrivendo. La mia lunga assenza non è soltanto dipesa dalle consuete partenze estive ma soprattutto da una nuova fase creativa che mi sta impegnando particolarmente. Ed è tratto proprio dal mio nuovo romanzo, il brano che segue.

L’unico pezzettino di questo mini puzzle che manca, infatti, nel viaggio alla scoperta di se stessi riguarda la sofferenza.

Perchè è proprio quando tutto intorno crolla, quando la forza per reagire è esaurita, quando è il terrore a far da padrone nella nostra vita, quando il fondo sembra esser sempre più profondo, che la nostra natura reagisce. Ed è in quegli attimi che una parte di noi stessi muore per sempre mentre l’altra parte comincia, piano piano, a respirare.

<<La mia cassa toracica era un foglio di giornale accartocciato. L’aria della camera era tutta fuori da me o, forse, la mia gola la stava rigettando. L’idea ossessiva di trovare ristoro, immediato, dilaniata da un dolore liquido, fatto sangue, mi teneva la mano. Tutto quel dolore sarebbe scomparso, la mia impotenza sarebbe scomparsa e io stessa, con questi sogni troppo grandi, le incoerenze, gli ideali prostituiti, la mia codardia, anche di fronte alle sue botte tutto, infine, sarebbe evaporato via. Avrebbe assillato le vite degli altri, non la mia, non più. Ed è allora, quando cercando ristoro avevo invocato la morte, che qualcosa da dentro si è rotto. Non ricordo cosa accadde, poi. Ma non ero morta. E non ero più schiava di quell’incubo. Ero libera. Un’altra me aveva combattuto al mio posto. E quella bambina fragile che non riusciva a respirare non c’era più. Al suo posto una donna arrabbiata stava erigendo un baluardo di cemento armato a protezione della mia vita.>>


In definitiva, nel viaggio alla scoperta di se stessi, i pochi punti fondamentali da ricordare sono i seguenti:

1) Accettare di avere una natura innata che, comunque, prima o poi prevarrà, Se dovete combattere, quindi, combattete per difendervi non per sopprimere ciò che di bello c’è in voi;

2) Non seguire i consigli dei più, non seguire gli insegnamenti degli altri, neanche di chi crede di avercela fatta. Le uniche persone sulle quali dovete fare affidamento siete voi stessi. Nessuno, meglio di voi, può conoscervi;

3) Liberarsi dai pregiudizi, dalla schiavitù mentale, dalle consuetudinarie regole del vivere. Vi hanno avvelenato i pensieri: trovate il modo di dimenticarvi delle loro false convinzioni;

4) Una volta liberati da qualsiasi impedimento sia mentale che morale, sarete pronti a seguire il vostro istinto. A volte sbaglierete e vi farete male ma, altre volte, sentirete dentro voi stessi tutta la forza che stavate cercando. Lì, il segnale, che la vostra anima è al suo posto, in pace con la sua natura, felice di aver seguito la strada del cuore;

5) Se in questo percorso, da intraprendere con grande onestà e senza pregiudizi, vi capitaste di cadere, ricordate che la sofferenza più atroce dona il passaggio più immediato alla vostra vera natura. Quella forza che vi spingerà verso l’alto, dopo aver raschiato il fondo, ucciderà le vostre debolezze e vi mostrerà il vostro vero volto. Non siate impauriti: lo sguardo fiero e quieto che vedrete sul vostro specchio vi apparterrà come mai nella vostra vita.


Buona notte a tutti i sognatori. Vi lascio con il mio motto:

<<La differenza non la fanno gli altri. La fai tu.>> A. Gray

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